15/10/2019

Come evolverà la mobilità nei prossimi anni?

I modi di spostarsi all’interno delle città stanno cambiando grazie alla tecnologia e questo significa un minor livello di stress per gli automobilisti ma anche un miglioramento della qualità di vita nell’ambiente urbano.
 

L’aumento di abitanti di una città porta inevitabilmente con sé almeno quattro problematiche legate alla mobilità: impatto ambientale, inquinamento acustico, sicurezza dei cittadini e traffico. Si può quindi affermare che una mobilità che si definisca SMART sia costituita da una serie d’azioni volte a contrastare questi effetti.

 

La principale soluzione adottata fino ad oggi dalle municipalità per gestire queste dinamiche, legate soprattutto alla circolazione dei veicoli privati, è stata l’implementazione della rete stradale, dei trasporti pubblici o di servizi di sharing, della segnaletica, delle aree a traffico limitato e dei parcheggi.

La Smart Mobility però va oltre questo concetto: il cittadino deve essere messo nelle condizioni di constatare la convenienza ad utilizzare il meno possibile la propria auto e, se è costretto a farlo, deve avere a disposizione una grande quantità di informazioni che lo aiutino a muoversi nell’ambiente risparmiando tempo e semplificando la sua vita da automobilista.

Lo sviluppo dei dispositivi IoT permette già oggi di visualizzare sul proprio smartphone o sul navigatore dell’auto una mappa real time che ci aggiorna sulle condizioni del traffico.

L’implementazione della tecnologia V2I (tecnologia Vehicle-to-infrastructure) a breve renderà anche possibile indicare al guidatore non solo dove il traffico è congestionato ma anche dove trovare un parcheggio libero.


Attraverso un sensore integrato nel posto auto si riuscirà a rilevare la disponibilità, inviando il segnale al network che elabora la mappa dei posti vacanti per fornirla direttamente al guidatore. Tra poco si potrebbe andare ancora oltre con la tecnologia Vehicle-to-vehicle (V2V), dotando i veicoli di sensori per comunicare con gli altri presenti sulla strada e con l’ambiente circostante.

In questa direzione  grandi player come Google e Tesla negli ultimi anni stanno sviluppando sistemi di guida assistita e di guida autonoma ma, come dimostrano i test degli ultimi anni, questa tecnologia richiede ancora tempo e sperimentazioni prima di essere applicata nel mondo reale a causa della grande mole di dati che deve essere elaborata dal veicolo in tempo reale.
 

Ma il tema della mobilità non riguarda solo il modo il modo in cui i veicoli  interagiranno tra loro e con l’ambiente ma anche come questi veicoli saranno alimentati.

Anche per merito della sensibilizzazione sulle tematiche ambientali la mobilità elettrica, negli ultimi anni ha registrato una notevole crescita; dal 2013 il numero di E.V. (Electric Vehicle) è aumentato di sei volte, dal 2015 in numero di auto vendute è raddoppiato, totalizzando nel 2018 2,1 unità vendute (incremento del 2,3% rispetto al 2017).

L’obiettivo che l’UE si è prefissata è quello di arrivare a 2.8 milioni di stazioni di ricarica entro il 2030 e l’adozione di veicoli elettrici  in Europa si conferma quindi come una delle principali strategie da applicare in contesti urbani densamente popolati  e come risposta per l’inquinamento ambientale dovuto alle elevate emissioni di CO2.

La diffusione di questo nuovo tipo di mobilità tuttavia necessita di una strategia efficace nella distribuzione dei punti di ricarica, oltre alla gestione intelligente delle ricariche stesse, per potersi affermare.

 

Ad oggi la ricarica delle batterie elettriche è affidata principalmente a stazioni di ricarica domestiche o a colonnine di ricarica pubbliche ma si parla ancora di numeri molto bassi, basti pensare che in Europa sono installate circa 144.000 punti di ricarica pubblici ma di questi soltanto 4000 si trovano in Italia.

La rete di ricarica dei veicoli elettrici richiede poi la gestione della disponibilità dei punti di carica in relazione allo stato di carica dei veicoli circolanti, complessità che però potrebbe essere ben affrontata all’interno di una Smart City utilizzando i big data e le risorse V2I di cui abbiamo parlato poco fa.

Anche se quindi l’adozione di questo modello sostenibile richiede ancora molti sforzi per essere applicato su larga scala tuttavia ci sono già alcuni esempi interessanti come il caso di Verona, dove sono stati installati lampioni capaci di fornire non solo illuminazione ma anche di fornire la ricarica per il proprio E.V. e cui si può accedere tramite prenotazione via App.

 

Fonti:

https://www.wallstreetitalia.com/le-auto-elettriche-mettono-allindice-le-auto-tradizionali/

http://www.hdmotori.it/2019/01/24/pali-luce-ricarica-auto-elettriche-22-kw-verona-vw/

https://www.telecomitalia.com/tit/it/notiziariotecnico/edizioni-2018/n-3-2018/capitolo-2.html

https://www.peopleforplanet.it/meno-traffico-grazie-a-droni-sensori-e-auto-intelligenti/

https://www.elmat.com/blog/iot-per-le-smart-cities/

Le città elettriche, il primo dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica).

ALTRE NEWS